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TASSAZIONE DELLA RISERVA DI UTILI

06/10/2025

La Camera dei Deputati ha approvato ieri, 1º ottobre 2025, il disegno di legge n. 1.087/2025 che, oltre ad aumentare la soglia di esenzione dell’IRPF fino a R$ 5.000,00, ha anche istituito un’imposta minima sui cosiddetti “redditi elevati” e introdotto la tassazione sugli utili e sui dividendi.



Il progetto approvato merita attenzione per l’inclusione di norme transitorie relative all’applicazione dell’imposta sul reddito sugli utili e dividendi maturati fino all’anno fiscale 2025.



Il testo prevede la tassazione dei risultati maturati fino al 31 dicembre 2025; tuttavia, introduce un’eccezione stabilendo che gli utili e dividendi accumulati fino al 2025, se debitamente approvati in assemblea o riunione dei soci entro il 31 dicembre 2025, non saranno soggetti alla nuova aliquota del 10%.



Inoltre, la nuova norma dispone che la distribuzione degli utili e dei dividendi accumulati dovrà avvenire negli anni fiscali 2026, 2027 e 2028, in conformità con quanto previsto nel verbale di approvazione.



Le imprese che dispongono di utili accumulati o risultati del 2025 dovrebbero valutare di anticipare la deliberazione societaria sulla loro destinazione, garantendo il diritto acquisito di mantenere l’attuale esenzione dall’imposta sul reddito.



Come già segnalato, nella forma in cui il progetto è stato approvato, potrebbero sorgere potenziali contenziosi giudiziari, poiché il risultato dell’esercizio sociale può generalmente essere sottoposto all’assemblea per l’approvazione e la destinazione entro il quarto mese successivo alla chiusura dell’anno, il che può entrare in conflitto con quanto previsto dal disegno di legge approvato.



Sono inoltre esclusi dal calcolo dei cosiddetti “redditi elevati” i rendimenti derivanti da LCI, LCA, CRI e CRA. Non rientrano nemmeno in tale calcolo le plusvalenze (eccetto quelle ottenute da operazioni in borsa), le donazioni ricevute come anticipo sull’eredità, i redditi esenti, gli importi ricevuti in forma cumulativa e tassati esclusivamente alla fonte, nonché gli interessi sui conti di risparmio.



Il testo approvato dalla Camera passerà ora al Senato, che tradizionalmente propone modifiche, per cui sono possibili ulteriori aggiustamenti, in particolare riguardo alla tassazione della riserva di utili.

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