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Il Brasile ottiene il riconoscimento europeo in materia di protezione dei dati e rafforza la sua posizione nell’economia digitale

30/01/2026

In una decisione storica, il Brasile e l’Unione Europea hanno riconosciuto l’equivalenza dei rispettivi livelli di protezione dei dati personali. L’annuncio ufficiale, effettuato il 27 gennaio, rappresenta un chiaro segnale di maturità istituzionale e di fiducia internazionale nel modello brasiliano di tutela della privacy. Il Brasile entra così a far parte di un gruppo di 16 Paesi già riconosciuti come adeguati dall’UE.



In pratica, l’Unione Europea riconosce che il Brasile offre un livello di protezione dei dati equivalente a quello europeo e il Brasile, attraverso l’Autorità Nazionale per la Protezione dei Dati (ANPD), fa lo stesso nei confronti dell’Unione Europea.



La decisione è il risultato di un percorso coerente avviato con la Legge Generale sulla Protezione dei Dati (LGPD), con l’elevazione della protezione dei dati a diritto fondamentale e con l’azione dell’ANPD.



L’impatto più immediato è la semplificazione del trasferimento internazionale dei dati tra il Brasile e l’Unione Europea. In precedenza, questo flusso dipendeva da clausole contrattuali complesse e da costi elevati per garantire la conformità e la sicurezza. Ora, le informazioni possono circolare in modo più diretto e sicuro, riducendo la burocrazia e i rischi normativi.



Studi internazionali indicano che le decisioni di adeguatezza dell’Unione Europea aumentano il commercio digitale bilaterale tra il 7% e il 9%, il che, nel contesto dell’Accordo di Associazione Mercosur–Unione Europea, può aprire nuove opportunità per il settore produttivo, in particolare per i beni a media e alta tecnologia.



Più che un progresso tecnico, il riconoscimento di adeguatezza dimostra la fiducia nel Brasile all’interno dell’economia digitale internazionale, creando un contesto più favorevole agli investimenti esteri.



Per le imprese e gli imprenditori, il messaggio è chiaro: investire nella conformità alla LGPD, nella governance dei dati e nelle buone pratiche di tutela della privacy non è più solo un obbligo legale, ma una reale leva competitiva, capace di aprire nuovi mercati e opportunità.

Jéssica Postingher,

Partner