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È il Momento che il Settore Imprenditoriale si Assuma la Responsabilità della Stabilità Globale

13/08/2025

La recente sanzione imposta dal governo degli Stati Uniti al ministro della Corte Suprema Federale, Alexandre de Moraes, in base al Global Magnitsky Act, ha generato reazioni diverse in Brasile. Sebbene la misura fosse rivolta a un’autorità specifica, interpreto i segnali che invia: le relazioni tra Brasile e Stati Uniti sono entrate in una zona di tensione senza precedenti.



È fondamentale riconoscere che le violazioni dei diritti umani e del giusto processo devono essere contrastate, in conformità ai principi legali e internazionali applicabili. Nessuna democrazia solida può tollerare abusi istituzionali. Tuttavia, la strada verso una responsabilità legittima non può essere l’escalation del conflitto tra nazioni strategiche, soprattutto in un momento di fragilità geopolitica globale.



Brasile e Stati Uniti sono due delle maggiori economie delle Americhe e condividono decenni di integrazione commerciale, tecnologica, scientifica e culturale. Indebolire o rompere questi legami non giova a nessuno: né ai governi, né ai cittadini, né alle imprese. Ed è proprio in questo punto che il settore imprenditoriale di entrambi i paesi deve esercitare il proprio ruolo storico di leadership e moderazione.



Negli ultimi decenni, le imprese sono diventate attori centrali della stabilità istituzionale internazionale. Finanziano l’innovazione, creano posti di lavoro, alimentano le catene logistiche globali e garantiscono la circolazione di beni, capitali e conoscenza. Quando i conflitti tra Stati si intensificano, sono le imprese, e quindi le società, a pagare per prime il prezzo.



I rischi sono facili da prevedere: possibili sanzioni economiche, barriere commerciali, rescissioni unilaterali di contratti, esclusioni finanziarie o persino restrizioni valutarie. Scenari che colpiscono tanto le multinazionali con presenza internazionale quanto le piccole e medie imprese dipendenti dalla tecnologia o esposte al sistema finanziario globale. La stessa nozione di prevedibilità giuridica e sicurezza istituzionale, così preziosa per l’ambiente d’affari, inizia a deteriorarsi.



Per questo è urgente che gli imprenditori brasiliani e statunitensi si organizzino e agiscano per proteggere la stabilità delle relazioni bilaterali. Non si tratta di prendere parte politicamente, ma di affermare valori essenziali: legalità, equilibrio istituzionale, rispetto delle norme internazionali e sviluppo economico sostenibile.



Il settore privato può e deve esercitare una pressione costruttiva sui governi, avvertendo che una rottura tra due nazioni rilevanti avrebbe ripercussioni globali. Polarizzazione, isolamento e sanzioni reciproche non costruiscono prosperità; approfondiscono solo la sfiducia, interrompono i flussi commerciali e rallentano economie già sotto pressione a causa di crisi recenti.



Preservare la stabilità tra Brasile e Stati Uniti significa preservare lo stesso sistema internazionale di cooperazione. Che il settore imprenditoriale sia all’altezza del proprio ruolo storico e agisca, ancora una volta, come fattore di equilibrio, dialogo e futuro.

Fábio Stefani,

Partner